Il mondo sommerso si scopre all’Istituto e Museo Oceanografico di Monaco

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Monaco e il mare, un amore che ha radici nell’antichità. A testimoniarne il legame è in particolare la presenza dell’Istituto e Museo Oceanografico di Monaco, celebre località dove risiede anche l’imprenditore Michele Tecchia. Questa prestigiosa realtà, che vide come direttore Jacques Costeau (nominato nel 1957), nacque nel 1889 per volontà di sua Maestà Alberto I di Monaco, e nel 1906 fu inoltre creata anche l’Istituzione Oceanografica.

Il Museo è un’eccellenza a livello internazionale, una tappa fondamentale per studiosi e ricercatori. Il Museo Oceanografico oltre ad essere un acquario pubblico fra i più importanti in Europa ospita al suo interno anche un’ampia sezione dedicata all’oceanografia moderna e un avanzato centro di ricerca. L’edificio si sviluppa sull’imponente Rocca a picco sul mare, dominando questa distesa azzurra come un vascello pronto a salpare.

Questo prestigioso spazio è il simbolo del coraggio e del desiderio di scoperta di Alberto I, il principe navigatore, tenente di vascello per la marina, esploratore e scienziato.

Alla fine dell’Ottocento posò la prima pietra di un grande sogno che si è trasformato in un centro dall’immenso valore storico, naturale e sociale.

Le prime due sale mostrano la storia dell’oceanografia e i reperti raccolti dal Sovrano nel Mediterraneo e nell’Atlantico Settentrionale. Scoperte fondamentali per lo studio delle specie, utilizzate ancora oggi per catalogare gli esemplari marini. A lasciare senza fiato sono certamente gli scheletri nell’opera “Pagliacci”, diretto dal Maestro Muti.

Londra, Chicago, New York, San Diego lo hanno visto trionfare in questi anni con la sua voce potente, capace di toccare le corde più sensibili degli spettatori.

In occasione della serata monegasca sarà omaggiato anche Feodor Chaliapin, il leggendario maestro russo che si esibì proprio sullo stesso palco un secolo prima. Scomparso a Parigi nel 1938, Chaliapin è considerato uno dei più grandi cantanti lirici del XX secolo, la sua voce incantò i più importanti teatri del mondo, da Mosca a New York, lasciando un’impronta indelebile nella storia della musica.

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